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Previdenza professionale: piani complementari per quadri dirigenti

Lacune previdenziali, piani sovraobbligatori, piani 1e: come offrire ai vostri quadri e dirigenti una previdenza all’altezza del loro ruolo.

Di Maurizio Reichlin4 min di lettura
In questo articolo
  1. L’istituzione della previdenza professionale in azienda
  2. Previdenza obbligatoria o sovraobbligatoria?
  3. Piani complementari per quadri dirigenti
  4. Piani 1e: autonomia e vantaggi competitivi
  5. In conclusione

In breve

  1. Insieme all’AVS/AI, il 2° pilastro deve garantire almeno il 60% dell’ultimo salario: per i quadri restano spesso delle lacune previdenziali.
  2. I piani sovraobbligatori permettono di risparmiare di più, di modulare i rischi coperti e di scegliere la forma delle prestazioni.
  3. Riservati a quadri e dirigenti, i piani complementari hanno costi contenuti e sono molto flessibili.
  4. Per la parte di salario superiore a CHF 136’080 (2025), i piani 1e lasciano all’assicurato la scelta della strategia d’investimento.

La Costituzione federale (art. 111) e la LPP (art. 1) stabiliscono che il 2° pilastro, insieme all’AVS/AI, deve garantire almeno il 60% dell’ultimo salario al pensionamento, oppure in caso di invalidità o di decesso.

Questa soglia legale non sempre riflette la realtà dei bisogni individuali: si parla allora di lacune previdenziali. Per colmare queste differenze di reddito e offrire una maggiore sicurezza finanziaria, le imprese possono istituire piani complementari sovraobbligatori a favore dei loro collaboratori.

L’istituzione della previdenza professionale in azienda

La legge prevede che tutti i lavoratori dipendenti siano assicurati obbligatoriamente secondo la LPP. L’azienda può affiliarsi a uno o più istituti di previdenza, a seconda della struttura del personale e della forma che desidera dare alla propria previdenza professionale.

Sul mercato sono attivi numerosi istituti di previdenza del 2° pilastro. La scelta dell’istituto e il livello delle prestazioni assicurate sono di norma affidati alla commissione di previdenza (CP).

Previdenza obbligatoria o sovraobbligatoria?

La previdenza obbligatoria applica aliquote di conversione, soglie salariali e prestazioni minime stabilite dalla legge, uguali per tutti gli assicurati. La previdenza sovraobbligatoria consente invece di istituire piani complementari più generosi.

Cosa permette la previdenza sovraobbligatoria

Tabella 1
CriterioPrevidenza obbligatoriaPiani sovraobbligatori
ImpostazioneAliquote di conversione, soglie salariali e prestazioni minime stabilite dalla leggePiani definiti dall’impresa, con la commissione di previdenza
RisparmioPrestazioni minime, uguali per tuttiAccrediti di vecchiaia più elevati, che colmano le lacune previdenziali
Rischi copertiCopertura legale per vecchiaia, decesso e invaliditàCoperture modulabili secondo gli obiettivi
PrestazioniQuadro legaleRendita, capitale o combinazione dei due, a scelta
FiscalitàQuadro legaleOttimizzazione per il collaboratore e per l’impresa
Sintesi Assidu sulla base degli elementi di questo articolo.

Offrire piani sovraobbligatori è una scelta dell’impresa, d’intesa con la commissione di previdenza. Per loro natura migliorano le condizioni previdenziali e sono quindi dei benefit per i collaboratori. L’impresa può offrirli a tutti i dipendenti assoggettati alla LPP o solo a una cerchia ristretta, nel rispetto delle disposizioni legali sul principio della collettività.

Piani complementari per quadri dirigenti

La previdenza professionale rientra tra i criteri chiave che rendono attrattivo un impiego.

Maurizio Reichlin, Assidu

Un’impresa può differenziare le categorie di collaboratori dedicando a ciascuna un piano di previdenza, oppure assoggettare tutti gli assicurati, o cerchie ristrette, a piani complementari. È prassi riservare questi piani alle posizioni dirigenziali: parliamo allora di «previdenza complementare», per distinguerla dalla «previdenza di base».

Costi e flessibilità

La previdenza complementare costa meno della previdenza di base ed è applicabile a qualunque impresa. Offre un’ampia flessibilità, sia nella definizione delle prestazioni assicurate sia nella scelta delle categorie di personale coperte.

Coperture modulabili

I rischi biometrici (longevità, decesso, invalidità) possono essere inclusi, modulati o esclusi a seconda degli obiettivi. Un piano complementare può per esempio prevedere solo prestazioni d’invalidità, oppure solo il risparmio e il decesso. Il livello di queste coperture non dipende dai minimi LPP: il margine di personalizzazione è molto più ampio.

L’erogazione delle prestazioni

La forma di erogazione si sceglie liberamente. È per esempio possibile versare tutto in forma di capitale (capitale di vecchiaia, capitale in caso di decesso, capitale d’invalidità), escludendo la rendita. Un piano complementare aiuta inoltre a scaglionare la riscossione del capitale di vecchiaia su più anni, a vantaggio della fiscalità e della pianificazione.

Gli investimenti

Nei piani di base, i capitali seguono l’unica strategia d’investimento decisa dall’istituto di previdenza. I piani complementari danno accesso a diverse allocazioni degli attivi e, per i salari più elevati, ai piani 1e previsti dall’art. 1e OPP 2.

Piani 1e: autonomia e vantaggi competitivi

I piani 1e lasciano all’assicurato un’ampia autonomia nella scelta della strategia d’investimento del proprio capitale di previdenza, con un vasto ventaglio di strategie e una partecipazione diretta al mercato dei capitali.

I loro principali punti di forza:

  1. opportunità di rendimento del capitale
  2. libera scelta della strategia d’investimento
  3. costi molto bassi per l’azienda e il collaboratore
  4. accrediti di vecchiaia a scelta, potenzialmente molto elevati
  5. nessuna ridistribuzione degli utili all’interno della collettività di assicurati
  6. diversificazione della previdenza
  7. ottimizzazione fiscale
  8. nessun rischio di copertura insufficiente per l’impresa
  9. fidelizzazione delle persone chiave e dei dirigenti

Queste caratteristiche rendono i piani complementari particolarmente adatti ai quadri dirigenti e ai collaboratori con salari elevati.

In conclusione

La previdenza professionale offre una moltitudine di opportunità. Una buona conoscenza della materia e un’analisi specialistica permettono di progettare soluzioni su misura, che massimizzano i vantaggi per l’azienda e per i collaboratori.

Strumenti di armonizzazione della previdenza, di pianificazione, di ottimizzazione fiscale e di fidelizzazione del personale, i piani complementari possono dare all’impresa una posizione vincente nella competizione per i migliori profili.

La previdenza è un rapporto che dura a lungo. I nostri specialisti esaminano con voi desideri e obiettivi, e vi accompagnano nel corso degli anni per guidarvi nelle vostre scelte.

L'autoreMaurizio Reichlin

Consulente assicurativo e previdenziale · Referente previdenza individuale · Perito in assicurazione con attestato federale

Aggiornamento

28 ottobre 2026.
Articolo informativo, non sostituisce una consulenza personalizzata.
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